Applicare conoscenze e abilità pregresse:
disegno tecnico (scale di proporzione, proiezioni ortogonali, proiezioni assonometriche)
teoria: tecnologia dei materiali, sistemi strutturali, sollecitazioni meccaniche
Progettare e realizzare modelli in scala
Obiettivi educativi
Potenziare la coesione e lo spirito di collaborazione
Limitare la conflittualità di alcuni alunni in vista di un traguardo comune
Metodologie didattiche
Brain-storming
Problem solving
Learn by doing
Peer to peer
Tinkering
Valutazione / autovalutazione
Insegnante: Osservazioni sistematiche su processo e prodotto (scheda pubblicata in Classroom)
Alunni: compilazione di una scheda (Moduli Google) di autosservazione/autovalutazione del processo e del prodotto, con riferimento a difficoltà/criticità incontrate e relative strategie adottate ai fini del loro superamento, valutazione del contributo personale e dei compagni per la riuscita del compito.
Dopo la verifica seguita allo studio teorico dei principali sistemi strutturali in architettura (anche in prospettiva storica), la classe è stata divisa in gruppi; a ciascun gruppo è stata assegnata una tipologia strutturale di cui realizzare il modello in scala.
Gli alunni hanno dapprima tracciato a mano libera un bozzetto della struttura e hanno ipotizzato la scala di proporzione più adatta per i plastici (alla fine, per varie ragioni, è stata scelta la scala 1:20); successivamente hanno disegnato il progetto in scala ricorrendo al metodo delle proiezioni ortogonali e in alcuni casi alle assonometrie; infine si sono confrontati su quali materiali fossero più adeguati a realizzare la struttura, cercando fra quelli presenti in laboratorio e reperendo quelli mancanti personalmente o facendone richiesta all’insegnante.
Ciascun gruppo si è organizzato ripartendosi i compiti, anche sulla base delle competenze individuali.
Il quadrato è una forma facilmente deformabile.
Il triangolo invece resiste molto bene anche alle sollecitazioni impresse in corrispondenza dei vertici…
…oltretutto è una forma geometrica facilmente ripetibile per creare moduli più o meno complessi, come ad esempio una trave reticolare…
… o una cupola geodetica.
Ma torniamo al sistema trilitico…
Con l’introduzione del cemento armato il sistema trilitico si è evoluto nel sistema a telaio, più elastico e resistente. Esso è composto da elementi orizzontali (travi) ed elementi verticali (pilastri) collegati tra loro da barre (tondini) di acciaio.
Un gruppo infine ha studiato nel dettaglio la stratigrafia di pareti e pavimenti, per mostrare ciò che a edificio finito non è più visibile, ragionando così sulla complessità del cantiere e delle tecniche costruttive, sull’importanza del rispetto delle norme edilizie e dell’efficientamento energetico.
Dietro l’intonaco…
Vania Geretto - Scuola Secondaria di I grado "Giuseppe Toniolo" di San Stino di Livenza