domenica 1 marzo 2026

“Lavori in corso”: Strutturisti in cantiere….

Obiettivi disciplinari

Applicare conoscenze e abilità pregresse:

disegno tecnico (scale di proporzione, proiezioni ortogonali, proiezioni assonometriche)

teoria: tecnologia dei materiali, sistemi strutturali, sollecitazioni meccaniche

Progettare e realizzare modelli in scala

Obiettivi educativi

Potenziare la coesione e lo spirito di collaborazione

Limitare la conflittualità di alcuni alunni in vista di un traguardo comune

Metodologie didattiche

Brain-storming

Problem solving

Learn by doing

Peer to peer

Tinkering

Valutazione / autovalutazione

Insegnante: Osservazioni sistematiche su processo e prodotto (scheda pubblicata in Classroom)

Alunni: compilazione di una scheda (Moduli Google) di autosservazione/autovalutazione del processo e del prodotto, con riferimento a difficoltà/criticità incontrate e relative strategie adottate ai fini del loro superamento, valutazione del contributo personale e dei compagni per la riuscita del compito.

Dopo la verifica seguita allo studio teorico dei principali sistemi strutturali in architettura (anche in prospettiva storica), la classe è stata divisa in gruppi; a ciascun gruppo è stata assegnata una tipologia strutturale di cui realizzare il modello in scala.

Gli alunni hanno dapprima tracciato a mano libera un bozzetto della struttura e hanno ipotizzato la scala di proporzione più adatta per i plastici (alla fine, per varie ragioni, è stata scelta la scala 1:20); successivamente hanno disegnato il progetto in scala ricorrendo al metodo delle proiezioni ortogonali e in alcuni casi alle assonometrie; infine si sono confrontati su quali materiali fossero più adeguati a realizzare la struttura, cercando fra quelli presenti in laboratorio e reperendo quelli mancanti personalmente o facendone richiesta all’insegnante.

Ciascun gruppo si è organizzato ripartendosi i compiti, anche sulla base delle competenze individuali.


Il sistema trilitico è facile da realizzare ma è poco resistente alle sollecitazioni orizzontali e verticali.


L’arco è una struttura resistente ma se si toglie la chiave di volta…

Il quadrato è una forma facilmente deformabile.

Il triangolo invece resiste molto bene anche alle sollecitazioni impresse in corrispondenza dei vertici…

…oltretutto è una forma geometrica facilmente ripetibile per creare moduli più o meno complessi, come ad esempio una trave reticolare…

… o una cupola geodetica.


La tensostruttura è leggera e sostenibile, facile da montare e smontare.

Ma torniamo al sistema trilitico…

Con l’introduzione del cemento armato il sistema trilitico si è evoluto nel sistema a telaio, più elastico e resistente. Esso è composto da elementi orizzontali (travi) ed elementi verticali (pilastri) collegati tra loro da barre (tondini) di acciaio.


La posa delle armature e la fase del getto di calcestruzzo sono molto importanti per un risultato a regola d’arte.

Un gruppo infine ha studiato nel dettaglio la stratigrafia di pareti e pavimenti, per mostrare ciò che a edificio finito non è più visibile, ragionando così sulla complessità del cantiere e delle tecniche costruttive, sull’importanza del rispetto delle norme edilizie e dell’efficientamento energetico.

Dietro l’intonaco… 


…e sotto il pavimento.

Vania Geretto - Scuola Secondaria di I grado "Giuseppe Toniolo" di San Stino di Livenza

giovedì 26 febbraio 2026

“Oggi programmiamo con Scratch!” – primi passi nel Coding

Obiettivi disciplinari

Applicare conoscenze e abilità pregresse:

Concetti di programmazione, algoritmo, sequenza operativa, diagramma di flusso….; scomposizione di un problema complesso in sottoproblemi)

Acquisire nuove conoscenze e abilità rispetto all’ambiente di programmazione Scratch

Che cos’è Scratch?

Conoscenze di base: categorie dei blocchi, stage, sprite, script….

Semplici operazioni con Scratch (primi esperimenti)

Il piano cartesiano in Scratch (disegnare figure geometriche)

Metodologie didattiche

Problem solving

Learn by doing

Peer to peer

Apprendimento per scoperta

Durante la settimana delle STEM le classi prime, nel laboratorio  di informatica,  hanno utilizzato l’ambiente di programmazione  Scratch.

L’attività è stata proposta dopo che la classe ha potuto esperire il concetto di sequenza operativa con particolare riferimento ai processi produttivi; studiate sul libro di testo alcune fasi esemplificative, gli alunni le hanno prima sperimentate concretamente -  attraverso la realizzazione di semplici manufatti - e successivamente descritte attraverso  flowchart.

L’attività presentata ha fornito inoltre l’occasione di introdurre/riprendere  - in modo ludico - il concetto di piano cartesiano, oggetto della prossima U.d.A. che riguarderà i grafici statistici e la loro rappresentazione mediante l’applicazione Excel.

Si è privilegiato un approccio di tipo pragmatico per  consentire agli alunni di mettersi subito in gioco. Sulla piattaforma Google Classroom di Tecnologia è stato pubblicato un compito (da eseguire in coppia), accompagnato da semplici istruzioni ed esempi operativi.

Dopo l’accesso all’ambiente Scratch, l’insegnante si è limitata ad invitare gli alunni ad osservare la homepage con attenzione al fine di individuare icone, categorie, comandi, ecc., spiegandone sinteticamente i rispettivi impieghi.

Subito gli alunni hanno notato che i testi nei blocchi sono in lingua inglese: attraverso il menu Setting hanno potuto modificare le impostazioni scegliendo la lingua italiana mentre  alcuni – alzando l’asticella della sfida - hanno preferito lasciare i testi in inglese. L’organizzazione a coppie ha consentito anche agli alunni meno esperti di portare a termine il compito assegnato. Inoltre, tutti si sono mostrati molto disponibili nei confronti dei compagni nel condividere “scoperte” e soluzioni ai problemi che si presentavano nel corso dello svolgimento del compito (soprattutto per quanto riguarda l’inserimento dei suoni). 

Svolti gli esercizi assegnati, gli alunni hanno liberamente esplorato la possibilità di modificare stage, sprite, effetti, script e suoni, dando libero sfogo alla propria creatività e mettendo in comune con i compagni quanto via via scoperto sul nuovo ambiente di programmazione.

Durante la seconda lezione gli alunni hanno esplorato il piano cartesiano, iniziando a disegnare segmenti e figure geometriche, imparando il funzionamento dei blocchi appartenenti alla categoria Movimento. 

To be continued…

Manuela Della Bianca, Vania Geretto - Scuola Secondaria di I grado "Giuseppe Toniolo" di San Stino di Livenza

11 febbraio – Giornata internazionale delle Donne e delle Ragazze nella Scienza

Che cosa lega un grande architetto alle decisioni di un Podestà, alla lotta antimalarica e a un piccolo abitato nella bonifica del Veneto orientale?

La risposta sta nell’intreccio casuale dei fatti della “Storia” con le storie personali - fatte di scelte libere e coraggiose - di due giovani donne.



Sono due sorelle, Egle Renata e Ada Trincanato le protagoniste di questa storia che si svolge nella prima metà del Novecento, tra Venezia e La Salute di Livenza.

Attraverso la metodologia del Web-Quest, sono state assegnate agli alunni quattro domande-guida insieme ai link di alcuni siti scelti dall’insegnante, punto di partenza per ricercare le informazioni-chiave e proseguire poi liberamente la ricerca sul Web.

Chi è Egle Renata Trincanato?

In che modo il suo nome è legato a La Salute di Livenza?

Che ruolo ha avuto la Storia dell’epoca sulla sua storia personale e professionale?

Perché secondo te ne parliamo oggi?

Le informazioni ricavate dagli alunni in risposta alle prime tre domande sono state selezionate mantenendo solo i contenuti ritenuti rilevanti, successivamente condivisi in un testo:

Egle Renata Trincanato, nasce a Roma nel 1910. A sedici anni si trasferisce con i genitori e la sorella Ada a Venezia; qui frequenta il Liceo Artistico, dimostrando fin da subito un grande talento nel disegno.

Si iscrive al Regio Istituto Superiore di Architettura di Venezia, oggi IUAV, dove nel 1937 conosce l’architetto siciliano Giuseppe Samonà, di cui diventerà collaboratrice e compagna.

Nel 1938, sarà la prima donna dell’ateneo veneziano a laurearsi in architettura e ad insegnarvi poco dopo “Disegno e rilievo dei monumenti”.

Nello stesso anno, a causa delle leggi razziali, uno dei suoi maestri, Guido Sullam, fu costretto a sospendere l’insegnamento presso l’università; Egle Trincanato soffrì molto di ciò, soprattutto per non essere riuscita ad opporsi a quella che ormai era sorte comune a molti italiani di origine ebraica.

Il regime mal tollerava anche le unioni di fatto e né Egle né la sorella erano sposate. Nel ’41 Ada, assistente sanitaria, si era innamorata di un medico, amico di Samonà e da questa unione, nel 1942, era nato un bambino. Ada, convocata dal Podestà che le aveva ordinato il matrimonio riparatore, rispose: “Non mi sposerò, non voglio essere una delle tante vedove di guerra”.

A seguito di questo gesto di disobbedienza il regime separa la coppia: il medico viene mandato a Lubiana, allora occupata dalle truppe italiane, lei verrà inviata a La Salute di Livenza a somministrare il chinino ai malati di malaria.

Nel 1941 infatti l’Istituto Antimalarico aveva segnalato per la provincia di Venezia, un importante incremento dell’Anopheles elutus (dovuto all’assenza di manutenzione delle opere idrauliche a causa della guerra in corso) con 1.330 casi in più di malaria rispetto al 1940, a cui se ne aggiunsero 2.800 nell’anno successivo.

Ada quindi si trasferisce con il figlio a La Salute; qui lavora a stretto contatto con il parroco che la inviterà a regolarizzare la propria posizione attraverso il matrimonio, ma ferma nella propria posizione, per tutta risposta Ada dirà: “Mia sorella è molto brava in architettura, se vuole può affidarle il ridisegno della chiesa."

Fu così che dal 1944 al 1947 l’architetto Trincanato lavorò alla sistemazione del centro parrocchiale di La Salute di Livenza, uno fra i primi dei tanti progetti di una lunga carriera durante la quale, utilizzando sistemi di costruzione all’avanguardia, ha progettato case, complessi popolari, ospedali, università, redatto piani regolatori e progetti di restauro e risanamento e si è dedicata, con approccio scientifico, alla tutela e alla salvaguardia di Venezia e dei centri storici.


Di seguito vengono riportate alcune risposte degli alunni alla domanda “Perché secondo te ne parliamo oggi?”

  • Perché è stata pioniera di un mestiere che prima di allora nessuna donna aveva mai esercitato a Venezia: l’architetto. 
  • Perché fu la prima donna a laurearsi in architettura a Venezia e a occuparsi di risanamento e restauro della città e fu una figura di riferimento per tanti.
  • Perché con la sua laurea si è battuta contro le discriminazioni dell’epoca.
  • Perché  oggi è la giornata delle donne nelle STEM e lei è stata una delle più importanti nel territorio veneto.
  • Secondo me ha avuto un ruolo importantissimo nella storia dell’epoca perché per la prima volta una donna è riuscita ad avere un lavoro che al tempo era considerato solo per i maschi. Questo lavoro inoltre lo ha fatto molto bene dato che la ricordiamo ancora oggi per le sue opere.
  • Secondo me ne parliamo oggi perché è giusto ricordarla per le sue opere e per la forza che aveva per andare contro i pregiudizi di una società che vedeva l’uomo come figura principale. 
  • Secondo me ne parliamo oggi perché è stata la prima donna laureata in architettura a Venezia, ed è molto importante, ma soprattutto perché ha influenzato l’architettura molto più di altri architetti maschi e perché "Non ha guardato a Venezia come a un reperto archeologico, ma come a una lezione vivente di come lo spazio possa essere umano e democratico,"
  • Perché in un mondo che a quel tempo era principalmente maschile ha saputo, con forza e volontà, farsi valere e ottenere un ruolo nell’ambito dell’architettura.
  • Egle Renata Trincanato, prima laureata in architettura a Venezia (1938), ha vissuto un'epoca di profonde trasformazioni, sfidando pregiudizi di genere contro i quali ha lottato imponendo la modifica di un bando comunale per accedere a ruoli dirigenziali. 
  • Perché  oggi è la giornata mondiale delle donne e delle ragazze nella scienza.
  • Egle Renata Trincanato ha svolto importanti incarichi in un’epoca in cui le donne erano spesso escluse e per poter partecipare al Concorso per la Direzione dell’Ufficio Tecnico-artistico del Comune di Venezia, ha fatto modificare il bando che non ammetteva partecipanti donne.
  • Perché ha trasformato le sfide del suo tempo in opportunità, ha abbattuto barriere culturali, imponendosi come direttrice di Palazzo Ducale e pioniera nell'urbanistica e nel restauro. 
  • Perché è stata una persona importante nella storia della Salute di Livenza e ha dimostrato che anche noi donne possiamo fare lavori maschili.
  • Affrontando le difficoltà facendosi largo in un mondo professionale completamente maschile, è arrivata a dirigere la divisione tecnico artistica del Comune di Venezia ed è stata direttrice di Palazzo Ducale.
  • Secondo me ne parliamo oggi perché è connessa con La Salute di Livenza e ha un ruolo importante nella storia. A più di un secolo dalla sua nascita fa riflettere molto su parità di genere e riconoscimento. Parlare di lei valorizza anche la storia del nostro territorio.
  • Perché la vita e la carriera di Trincanato si svolgono in un periodo storico complesso e il fatto che sia la prima donna laureata come architetto a Venezia consente di far realizzare il sogno di tutte quelle donne che vogliano prendere il suo percorso come ispirazione.

Sitografia:

https://1600.venezia.it/it/articolo/egle-trincanato-oltre-un-secolo-fa-nasceva-prima-laureata-architettura-venezia

https://it.wikipedia.org/wiki/Egle_Renata_Trincanato

https://architettura.uniroma3.it/articoli/egle-renata-trincanato-pensiero-e-progetto-318131/

https://www.infezmed.it/media/journal/Vol_17_3_2009_10.pdf - Malaria e memoria nel Veneto Mal’aria and memory in the Veneto region of Italy, Manuela Pegoraro (U.O. di Microbiologia, Ospedale Civile Maggiore, Azienda Ospedaliera di Verona), Daniele Crotti (L.P. in Parassitologia e Microbiologia Medica, Perugia, Italy)

Vania Geretto - Scuola Secondaria di I grado "Giuseppe Toniolo" di San Stino di Livenza

mercoledì 25 febbraio 2026

Análisis de rutas y datos del Camino de Santiago - classe seconda della Scuola Secondaria di I grado

Durante la Semana STEM, la classe 2AL ha svolto un’attività laboratoriale sul Camino de Santiago, utilizzando i propri lapbook già realizzati. Gli studenti hanno lavorato in gruppi su un cartellone comune, ciascuno occupandosi di una categoria: lunghezza dei percorsi e numero dei cammini, città principali e tappe più significative, simboli del Camino e frequenza delle motivazioni dei pellegrini.



Attraverso la ricerca e la classificazione dei dati presenti nei lapbook, ogni gruppo ha trasformato le informazioni in grafici e istogrammi, mostrando chiaramente percorsi principali, città più rilevanti e simboli più frequenti. L’attività ha permesso di applicare in contesto reale il lessico specifico in lingua spagnola relativo al Camino de Santiago, integrando competenze scientifiche, matematiche e comunicative, e favorendo autonomia, collaborazione e capacità di interpretare informazioni culturali e storiche in forma visiva e comparativa.

Elisabetta Dall'Oro - Scuola Secondaria di I grado "Antonio Fogazzaro" di La Salute di Livenza

Análisis de fenómenos meteorológicos extremos en algunas ciudades españolas en el mes de febrero - classe III della Scuola Secondaria di I grado

Nell’ambito della Semana STEM (Ciencia, Tecnología, Ingeniería y Matemáticas), la classe ha svolto un’attività laboratoriale finalizzata all’osservazione, all’analisi e alla rappresentazione di fenomeni meteorologici estremi in Spagna nel mese di febbraio 2026.

L’esperienza ha avuto come obiettivo principale lo sviluppo di competenze trasversali: gli studenti, suddivisi in gruppi di lavoro, hanno imparato a ricercare informazioni in autonomia utilizzando i tablet, a selezionare dati affidabili da siti meteorologici ufficiali e a organizzarli in tabelle strutturate con unità di misura corrette. Successivamente hanno costruito istogrammi comparativi per rappresentare le precipitazioni e le temperature nelle città più colpite dagli eventi estremi, osservando in particolare l’intensità delle piogge registrate in Andalusia e il confronto con altre zone più stabili, come le Isole Canarie.

L’attività ha previsto anche l’uso di icone e simboli visivi, applicabili alla cartina della Spagna, per rendere il lavoro inclusivo e favorire la comprensione immediata dei fenomeni. In questo modo, gli studenti hanno potuto associare dati quantitativi a rappresentazioni visive, sviluppando capacità di interpretazione, confronto e comunicazione scientifica.




Il percorso ha integrato il lessico specifico del tempo atmosferico in spagnolo, precedentemente affrontato in classe, permettendo agli studenti di applicare in contesto reale i termini appresi.

L’attività ha così combinato la competenza linguistica nella lingua straniera, l’osservazione scientifica, l’uso della tecnologia, l’analisi matematica dei dati e la comunicazione visiva, realizzando un’esperienza STEM completa, collaborativa e concreta.


Elisabetta Dall'Oro - Scuola Secondaria di I grado "Antonio Fogazzaro" di La Salute di Livenza

sabato 21 febbraio 2026

27 Gennaio 2026: Giornata della Memoria

Celebrazione della Giornata della Memoria attraverso la presentazione di due albi illustrati:  

  • “OTTO Autobiografia di un orsacchiotto” – Tomi Ungerer – MONDADORI Edizioni  
  • “Il bambino Stella” – Hausfater Rachel, Latyk Olivier – LAPIS Edizioni  

“OTTO Autobiografia di un orsacchiotto” – Tomi Ungerer – Mondadori  

Le bambine e i bambini della classe 2^ A della Scuola Primaria “S. Pellico” di Corbolone in occasione della  Giornata della Memoria si sono avvicinati alle vicende della SHOAH attraverso un lavoro interdisciplinare,  che ha coinvolto le discipline di Italiano, Arte e Immagine, Matematica (CODING).  Lo sfondo: l’Educazione Civica e la Cittadinanza Attiva, perché la Memoria storica e i valori irrinunciabili di  pace e speranza che gli errori del passato trasmettono non possono mai venir meno.  

• Nonostante l’età dell’utenza un cenno alle vicende storiche del passato, sotto forma di narrazione e  spogliato degli aspetti più cruenti, è stato il punto di partenza di questa giornata.  Sono state espresse domande e osservazioni, anche imprecise, sui fatti che oggi purtroppo i mezzi di  comunicazione riportano, notizie imprecise ma comunque indicative: gli errori ritornano, i bambini e le  bambine ascoltano e filtrano ciò che dagli adulti viene riportato, direttamente o indirettamente.  La SHOAH quest’anno è stata raccontata attraverso le vicende di OTTO, un orsacchiotto, e la storia  della sua amicizia con Oskar e David, due bambini divisi dalla guerra, ma alla guerra sopravvissuti, che  poi una volta anziani si ritroveranno.  

È l’albo illustrato “OTTO – Autobiografia di un orsacchiotto” proiettato sullo schermo e letto  dall’insegnante.  

• L’attività che è seguita ha riguardato il riordino di sequenze grafiche e narrative per la comprensione del  testo ascoltato e una conversazione finalizzata a estrapolare il messaggio/i valori veicolato/i dalla storia  di OTTO. Ne sono emersi molti: amicizia, amore, unione, pace, rispetto, fratellanza, aiuto, pace, libertà,  speranza … Alcuni sono stati riportati nel disegno di OTTO che i bambini hanno colorato. 

• Dall’albo illustrato alla realizzazione di un cartellone dove OTTO supera il muro di recinzione e il filo  spinato diventando simbolo di speranza e libertà, perché i valori – come il volo delle farfalle – vanno  verso l’alto e portano oltre.  

(tecnica usata: gessi, pennarelli e matite colorate, forme di cartoncino)  

• PIXEL ART: nel percorso di Coding realizzato in Matematica su tavola quadrettata “Otto l’orsacchiotto” diventa l’elemento guida che orienta e motiva il lavoro sulla griglia, attribuendo significato alle attività  numeriche e rendendo l’esperienza più coinvolgente e coerente. 

Lucia Buoso e Katia Mengo - Scuola Primaria “Silvio Pellico” di Corbolone


“Il bambino Stella” – Hausfater Rachel, Latyk Olivier – LAPIS Edizioni  

Un momento di riflessione e partecipazione attiva per comprendere il valore profondo di questa ricorrenza,  fondamentale per la storia e per la coscienza civile.  

Attraverso metodologie inclusive e laboratoriali che hanno visto coinvoltele le discipline di Religione, Arte,  Matematica (spazio e figure), Tecnologia, Musica, Educazione Civica, i bambini sono stati guidati in un  percorso di ascolto, dialogo e condivisione. La conversazione guidata ha permesso di far emergere  domande, emozioni e pensieri, creando uno spazio protetto di confronto e crescita.  

• Lettura e visione dell’albo illustrato “Il bambino stella” di Rachel Hausfater e Olivier Latyk. La storia  narra la vicenda di un bambino costretto a indossare una stella gialla, simbolo della discriminazione  subita dal popolo ebraico. Le immagini e le parole hanno offerto agli alunni la possibilità di avvicinarsi a  un tema complesso in modo accessibile ma profondo.  

• L’ascolto del brano “Gam Gam”, tratto da un antico salmo, ha arricchito ulteriormente il percorso per il  suo significato, che richiama la fiducia e la speranza anche nei momenti più bui. 

• Successivamente gli alunni hanno colorato disegni ispirati all’albo, utilizzando il linguaggio del  colore per rappresentare emozioni e stati d’animo suscitati dalla storia.  

• È seguita un’attività di manipolazione e costruzione: i bambini hanno colorato di giallo e ritagliato dei  triangoli, osservandone la forma e caratteristiche, per poi unirli e comporre le “Stelle di David”.  




• Su ciascuna stella ogni alunno ha scritto una parola significativa legata alla Giornata della Memoria, come rispetto, pace, amicizia, libertà e solidarietà. Questo gesto semplice ma simbolico ha reso  ciascuno protagonista attivo del percorso. 

• È stato poi realizzato un grande cuore rosso, simbolo di amore e umanità. Il cuore, insieme alle stelle,  ha dato vita a un cartellone collettivo: un lavoro condiviso, frutto di collaborazione, riflessione e  partecipazione.  

L’intero percorso ha rappresentato un’importante occasione per comprendere che ricordare non è  stato solo un atto simbolico, ma un’esperienza vissuta attraverso la conoscenza, l’ascolto, la  creatività e la condivisione.  

La memoria è costruire, giorno dopo giorno, una cultura fondata sul rispetto della dignità umana  affinché queste cose non accadano MAI PIÙ.  

Marilisa Boraso e Katia Mengo  - Scuola Primaria “Silvio Pellico” di Corbolone