venerdì 18 settembre 2026

M.C. Escher: attività STEAM per le classi terze della Scuola Secondaria

“Ma le persone stanno salendo o scendendo le scale? E l’acqua della cascata, scende o risale? I disegni di questo disco possono continuare all’infinito? Possiamo costruire questa struttura a listelli nella realtà?”

Sono alcune delle domande che hanno accompagnato la presentazione agli alunni della figura del grafico e incisore olandese Maurits Cornelis Escher attraverso una selezione di opere esemplari, prodotto di studi, di una tecnica eccellente e di una potente immaginazione in un’epoca in cui la comunicazione visiva si avvaleva perlopiù della stampa e il disegno utilizzava esclusivamente matite, pennini, bulini…

Diversi sono stati i temi presentati agli alunni in un percorso teso a coniugare osservazione artistica, riflessione personale e creatività.

L’approccio interdisciplinare

Le opere di Escher possono essere studiate come opere d’arte, come applicazione di principi matematici e della geometria (euclidea e non) ma anche nell’ambito del disegno tecnico, sia tracciato a mano con squadre e compasso, sia al computer (software di geometria, graphic design, CAD, …), generando riflessioni sulla logica e sui paradossi, fino alla domanda sulla possibilità di rappresentazione visiva dell’infinito. 

Dai prerequisiti alle nuove scoperte

L’attività di laboratorio, che ha fatto seguito alla lezione teorica, ha consentito agli alunni di recuperare conoscenze e abilità pregresse e al contempo approcciare altre tematiche:

Rivisitare in modo riflessivo e creativo quanto appreso con le procedure del disegno tecnico

Partendo dall’analisi di alcune opere gli alunni, esplorando la ripetizione e la geometria piana, riprendono i concetti di simmetria e di tassellazione (sperimentati durante il primo anno),  riflettono sulle illusioni ottiche create attraverso le proiezioni assonometriche (apprese durante il secondo anno) e sulle prospettive impossibili o di come si possano sovvertire le regole della rappresentazione per creare spazi ambigui o oggetti improbabili.

Allargare lo sguardo alle geometrie non euclidee

In campo  matematico le opere di Escher continuano a essere studiate come esempi di rappresentazioni visive di concetti complessi. Attraverso la visione e l’analisi delle opere ispirate ai dischi di Poincaré, ad esempio,  sono state veicolate alcune informazioni di base sui modelli di  geometrie non euclidee, come la geometria iperbolica. 

Cercare le visioni di Escher nelle immagini e nel mondo intorno a noi: “Nulla si crea…”

Si è cercato di far comprendere agli alunni l’importanza della conoscenza, dell’osservazione di ciò che ci circonda e delle esperienze che viviamo. Il processo della creazione, sia artistica sia tecnica, le scoperte scientifiche, l’innovazione in genere, non nascono dal nulla: “Siamo nani sulle spalle dei  giganti” (Bernardo di Chartres).

Escher spesso trasse ispirazione dai luoghi visitati durante i suoi numerosi viaggi: i pattern e le tassellazioni nelle ceramiche di Alhambra, le volumetrie dei borghi arroccati lungo la Costiera Amalfitana… Inoltre è probabile che Escher abbia avuto modo di vedere il packaging del Cacao Droste, esempio di grafica ricorsiva ideato nel 1904 dal pittore e grafico olandese Jan Misset, a sua volta forse ispirato all’opera del 1744 “La bella Cioccolataia” di Jean-Étienne Liotard. 



Coniugando arte e scienza nelle sue creazioni Escher diviene un punto di riferimento culturale  negli  ambiti più diversi, dall’architettura alla matematica, alla cristallografia; amato dalla beat generation ispira movimenti come la pop-art e l’arte optical; influenza la grafica pubblicitaria e il packaging, la filatelia e i fumetti, fino alle copertine di album di gruppi musicali come i Genesis o i Pink Floyd.





Il laboratorio

Alla fase di analisi ha fatto seguito la fase operativa con lavori individuali o di gruppo. In particolare: la riproduzione o la reinterpretazione di alcune delle celebri opere dell’artista, come ad esempio “Disegno periodico 132”, (applicando le procedure proposte da Paola Vighi nel saggio “L’uso di mediatori artistici e informatici per l’insegnamento della Geometria”) e la tracciatura di semplici pattern e tassellazioni… 





…. o sperimentando l’effetto Droste, mediante la realizzazione di immagini  ricorsive disegnate  a mano o con l’utilizzo di applicazioni digitali.





Con la costruzione dei caleidocicli infine, gli alunni hanno avuto modo di verificare, attraverso un approccio ludico,  come dalle divisioni cicliche del piano si possa passare - attraverso solidi  platonici come il tetraedro  - alla costruzione di catene che unite originano un cerchio chiuso che può continuamente girare attraverso il suo centro.






Eventuali ulteriori sviluppi 

Il mondo di Escher è così vasto da offrire numerosissimi spunti per ulteriori riflessioni ed approfondimenti, sempre in un’ottica interdisciplinare che - oltre a coinvolgere le materie di studio già citate - possono riguardare l’Educazione Civica e l’Orientamento, Lettere, Musica, Scienze motorie e l’insegnamento della Religione Cattolica. 

Riflettere sulla natura della realtà e della percezione

Osservare le opere di Escher spinge gli alunni a riflettere sulla natura della realtà, della percezione e della nostra stessa comprensione del mondo che ci circonda.

Confrontando le opere presentate gli alunni sono stati invitati a guardarle con particolare attenzione, a discriminarne i dettagli, a fare ipotesi, al fine di sviluppare la capacità di osservazione e di analisi, promuovere un approccio critico e consapevole  e procedere ad una riflessione sulla cultura visiva contemporanea che ci sottopone quotidianamente ad un bombardamento di immagini spesso create con l’Intelligenza Artificiale. In un’ottica più ampia, attraverso tali esperienze gli alunni possono essere educati a interrogarsi sulla veridicità delle informazioni e delle immagini pubblicate sui social media e su Internet, guidati nel riconoscere ciò che può essere ingannevole o distorto, stimolati all’approfondimento e alla ricerca di ulteriori fonti  applicando il fact-checking.

Arte, logica e geometria: per capirne di più divertendosi

“Nel campo della matematica le opere di Escher continuano a essere studiate come esempi di rappresentazioni visive di concetti complessi. Le sue esplorazioni della simmetria e della tassellazione hanno avuto un impatto duraturo sulla teoria dei gruppi e sulla geometria, campi in cui le sue opere sono considerate quasi al pari di trattati scientifici.”

Un approccio interdisciplinare è ideale per discutere la percezione dello spazio e la logica, stimolare l'osservazione critica e far comprendere che la matematica è alla base di molti giochi visivi artistici; attraverso esercitazioni grafiche si possono approcciare in maniera ludica concetti complessi, promuovere abilità di Problem Solving e la creatività. 

Il laboratorio può prevedere attività di disegno (manuale e digitale), laboratori pratici ed esperimenti; gli alunni possono disegnare e comporre polimini, tasselli con figure geometriche base per creare tassellazioni periodiche e aperiodiche, riprendendo le classificazioni delle simmetrie, i concetti di traslazione, rotazione…, riprodurre tassellature sui solidi platonici o su caleidocicli da costruire, ideare oggetti/spazi impossibili attraverso le isometrie, usare  specchi o sfere per comprendere le auto-ritrattistiche e le distorsioni prospettiche.

Metamorfosi e Realtà: che cos’è il cambiamento e come può essere rappresentato visivamente?

Nelle opere di Escher un tema ricorrente è la metamorfosi: forme geometriche evolvono gradualmente trasformandosi in animali (verosimili e fantastici) e viceversa  invitando lo spettatore a guardare la realtà con sguardo diverso e stimolandone la percezione visiva.

Il tema della metamorfosi può essere esplorato dagli alunni sotto vari aspetti, ad esempio come processo visivo e narrativo, per raccontare una storia attraverso la trasformazione graduale di una forma in un essere o un oggetto fantastico.

Ma può divenire – in una fascia d’età in cui il cambiamento agisce con forza – occasione di introspezione, autoconoscenza, consapevolezza di ciò che si è e ciò che si vorrebbe diventare, dei propri sogni e delle proprie paure esprimendosi attraverso le immagini,  mettendo in dialogo vissuto personale e rappresentazione.

Fonti:

Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea (a cura di), M.C. Escher, Musei Civici di Treviso, Complesso di Santa Caterina, catalogo della mostra, Maurits, Bolzano, 2015

Paola Vighi, L'uso di mediatori artistici e informatici per l'insegnamento della Geometria, pp. 183-197. Sta in  | Consolato Pellegrino e Carla Fiori, "Piani formalmente euclidei", Rivista di Matematica della Università di Parma (serie 6, numero 3), 2000

Doris Schattschneider e Wallace Walker, M.C. Escher caleidocicli, Benedikt Taschen, 1990 

Vania Geretto, Scuola Secondaria "Giuseppe Toniolo" di San Stino di Livenza

martedì 9 giugno 2026

CON LE NOSTRE MANI, COME NEL NEOLITICO: ARTIGIANATO IN CLASSE

Dopo aver completato il programma di Storia con lo studio del Neolitico, gli alunni della classe terza della Scuola Primaria “Silvio Pellico” di Corbolone, hanno sperimentato due attività manuali tipiche di quel periodo: la modellazione di vasetti in argilla e la tessitura della lana su un piccolo telaio. L’obiettivo è stato passare dalla conoscenza teorica all’esperienza pratica per comprendere le abilità, i tempi e le difficoltà della vita quotidiana 10.000 anni fa.

Come prima attività ogni bambino si è cimentato nella realizzazione di un vasetto in argilla con la tecnica del colombino che consiste nel sovrapporre a una base circolare tanti rotolini di argilla che poi vengono lisciati con le mani.





Dopo la completa asciugatura dei manufatti si è passati alla coloritura con gli acquerelli rispettando le tonalità che potevano essere usate nel Neolitico.




A conclusione dell’attività, ogni alunno ha prodotto un testo con la descrizione delle fasi di realizzazione del vasetto e dei materiali utilizzati.

Tessitura al telaio

Ogni bambino ha ricevuto il telaio di cartone e ha posizionato i fili in verticale per creare l’ordito ben teso. 


Successivamente ha intrecciato la lana passando il filo sopra e sotto i fili dell’ordito con un bastoncino di legno che fungeva da spoletta e ha compattato la trama. 




Alla fine, con l’aiuto di un compagno/a, ogni alunno ha sfilato il tessuto dal telaio e annodato i fili dell’ordito per bloccarli e ottenere così il proprio quadretto di tessuto di lana. I bambini hanno scelto diversi colori e hanno scoperto che il risultato cambia in base alla tensione del filo.

Obiettivi disciplinari:

STORIA

  • Riconoscere oggetti e tecniche del Neolitico e metterli in relazione con i bisogni dell’uomo di allora.

ITALIANO

  • Scrivere semplici testi legati a scopi diversi (narrare, descrivere, informare) con frasi semplici e compiute.

ARTE E IMMAGINE

  • Usare tecniche e materiali diversi per la produzione di elaborati.

Abilità: 

  • Sviluppare la motricità fine, seguire una sequenza operativa.

Obiettivi Educativi:

  • Osservare, confrontare il passato con il presente, rispettare i tempi di lavoro e i materiali. 
  • Valorizzare il lavoro manuale e la pazienza necessaria alle attività artigianali.
  • Sviluppare l’autonomia organizzativa e il problem solving.

Questa attività ha consentito agli alunni di consolidare alcuni aspetti fondamentali della Rivoluzione Neolitica: sedentarietà, agricoltura, ceramica, tessitura. La visione, con il supporto di testi scolastici e immagini alla LIM di foto di vasi e tessuti ritrovati in siti archeologici, realizzati senza forno né telai meccanici, ha suscitato interesse e curiosità per il lavoro realizzato completamente a mano. Una delle osservazioni più significative ha riguardato proprio il tempo di esecuzione di questi manufatti: “Ci vuole tanto tempo...” che contrasta con il concetto di “tutto e subito” a cui tendono spesso i bambini di oggi. Un altro aspetto importante su cui i bambini hanno riflettuto è che i manufatti neolitici richiedevano abilità trasmessa oralmente, pazienza e collaborazione. Grazie a questa attività hanno sperimentato concretamente il significato di “saper fare” nel Neolitico e hanno apprezzato il valore del lavoro artigianale. L’attività manuale ha coinvolto anche alunni solitamente meno partecipi e ha permesso di trasformare la storia da racconto a esperienza.

Maria Luisa Beraldo – Scuola Primaria “Silvio Pellico”  di Corbolone

mercoledì 27 maggio 2026

INSIDE OUT: come aiutare i ragazzi a gestire la rabbia e la tristezza

Il "Quartier Generale" della mente dei ragazzi, soprattutto durante la preadolescenza, si trasforma spesso in un vulcano in eruzione.

Nelle ultime settimane, durante le ore di Orientamento, le nostre classi hanno affrontato un bellissimo viaggio emotivo partendo dal film Inside Out e dal libro La bussola delle emozioni (di A. Pellai e B. Tamborini).

Ecco 3 consigli pratici per far fronte all’emergenza:

 1. Non cancellate la Tristezza. Nel film, Gioia isola Tristezza in un cerchio di gesso per non farle toccare i ricordi. Spesso, da adulti, l'istinto ci dice di rassicurarli subito con un "Dai, non è successo nulla!". Ma la tristezza non è un errore di sistema: versare quelle lacrime serve ai ragazzi per chiedere aiuto e ricevere quell'abbraccio di cui hanno un disperato bisogno.

2. Guardate sotto la Rabbia. Quando i ragazzi sbattono le porte o rispondono male, ricordiamoci che la rabbia è solo la punta di un iceberg. Sotto la superficie nasconde quasi sempre paura di non essere all'altezza, frustrazione o senso di ingiustizia. Aspettiamo che la tempesta passi prima di dialogare.

 3. Usate la metafora della Bussola. Insegniamo ai ragazzi che non esistono emozioni "buone" o "cattive". La paura ci protegge, la rabbia ci difende, la tristezza ci connette agli altri. Se ne togliamo una, la bussola smette di funzionare.

Laura Paola Donadon - Scuola Secondaria di I grado "Antonio Fogazzaro" di La Salute di Livenza

SCUSATE, BAMBINI, COME SI ARRIVA AL MERCATO???

Ridendo e scherzando siamo quasi arrivati alla fine dell’anno scolastico!

È stato un percorso meraviglioso, ricco di esperienze per tutti noi bambini dell’Albero Azzurro, ma nell’ultimo post vorremmo lasciare la parola ai nostri amici delle giraffe che tra pochi mesi inizieranno una nuova avventura…

Ciao a tutti!

Innanzitutto ci presentiamo: Azzurra, Vittoria, Michele, Mattia, Daniela, Riccardo, Ginevra, Vitalie, Tommaso, Cloe, Manuel, Bryan, Matilda, Morgana, Gabriele, Alessandra, Lukas, Alessio, Alessandro, Amelia e Zoe e siamo i bambini grandi della scuola dell’infanzia “Albero Azzurro”.

Durante questo anno scolastico abbiamo lavorato molto per prepararci al nuovo percorso che ci aspetta: attraverso tanti giochi e attività abbiamo affrontato aspetti legati alle parole, alla musica e al logico matematico, il tutto in un clima di condivisione e di divertimento!

Le esperienze vissute sono state davvero tante ed è stato difficile scegliere, ma alla fine abbiamo deciso di parlarvi del percorso legato alla compravendita.

Avete mai pensato a cosa si nasconde dietro alla semplice azione di “andare a fare la spesa”??? noi lo abbiamo scoperto ragionandoci con le nostre maestre. Abbiamo ripensato a tutte le volte in cui accompagniamo i genitori o nonni a fare acquisti, a quante merci ci vengono offerte, al loro prezzo… ma, diciamoci la verità, siamo ancora piccoli per capire bene certe cose e il modo migliore per farlo è viverlo sulla nostra pelle!

Il nostro paese ha un bel supermercato, ma è un po' distante dalla nostra scuola…il rischio sarebbe stato di arrivare con le nostre gambette, ma dover tornare in braccio alle nostre insegnanti che, dalla faccia che hanno fatto quando lo abbiamo proposto, non sembravano molto d’accordo! Così abbiamo deciso di approfittare del mercato settimanale e attivare la missione “rilevazione prezzi!!!”.

Qualche giorno prima ci siamo preparati con cura individuando dei ruoli.

C’era bisogno di:

Due vigili per farci attraversare la strada in sicurezza. Dotazione: paletta, gilet catarifrangente e medaglia di riconoscimento.

Fatto 

Due cartografi professionisti che disegnassero il percorso per poi riportarlo nella mappa collettiva. Dotazione: cartellina con molletta, foglio quadrettato, matita e medaglia di riconoscimento.

Fatto 

Due fotografi che immortalassero i momenti più significativi. Dotazione: macchina fotografica rigorosamente rosa, telefono cellulare con custodia viola e medaglia di riconoscimento.

Fatto 

Un addetto all’appello con l’importantissimo compito di verificare la presenza dei compagni all’andata e al ritorno (non si sa mai che la frenesia per lo shopping non dia alla testa). Dotazione: cartellina con le foto di tutti i bambini da sbarrare, matita e medaglia di riconoscimento.

Fatto

Quattro bambini-formaggio, quattro bambini-frutta e verdura, quattro bambini-pesce e due bambini -fiori con il compito di verificare la presenza della merce che ci interessava, rilevare i prezzi e fare due chiacchiere con i venditori (metti che abbiamo bisogno di contrattare…meglio farseli amici). Dotazione: cartellina con merce da verificare e prezzi da segnare, matita e medaglia di riconoscimento.

Fatto

In un paio di giorni abbiamo preparato tutto l’occorrente


e mercoledì 29 aprile siamo partiti, nonostante il tempo minaccioso abbia provato a fermarci!


CARTOGRAFI IN AZIONE

IL VIGILE SPREZZANTE DEL PERICOLO...

RILEVAMENTO IN CORSO…







APPELLO OBBLIGATORIO PRIMA DI RIENTRARE

Nei giorni successivi abbiamo fatto tesoro di tutte le informazioni ricavate durante l’uscita e, insieme alle maestre, abbiamo ricreato il nostro mercato allenandoci ad acquistare e vendere la merce, rivestendo sia il ruolo del commerciante ambulante che dell’acquirente. Ci siamo fatti delle grosse risate e abbiamo scoperto che alcuni di noi sono molto portati per questo mestiere!

Rosmarino nostrano a soli 3 euro” “Con questi prezzi, 3 banane sono sufficienti!

Seppie di prima qualità da fare in umido o fritte pescate direttamente nella Livenza” 😂  

Pagamento in contanti, non si accettano carte!”

Controllo lo scontrino, ma non prevedo nessuno sconto!”           

La parte finale del nostro progetto, ha previsto un ripasso dei concetti topologici che ci hanno permesso di ricostruire il percorso da scuola al mercato.

Abbiamo provato a realizzare una mappa collaborando tra di noi dividendoci i compiti, ognuno secondo i propri punti di forza.






È stato un lavoro lungo e impegnativo che ha permesso di allenare tutte le competenze e abilità acquisite in questi 3 anni di scuola dell’infanzia, abbiamo dimostrato di essere cresciuti e di essere pronti a spiccare il volo! A questo punto vi salutiamo e vi lasciamo in compagnia dei nostri amici più piccoli che, di certo, vi sapranno stupire!

Buona estate a tutti!!!

I bambini e le bambine grandi della scuola dell’infanzia “Albero Azzurro”

P.S. Buona estate da parte anche del resto della ciurma, maestre comprese!!!!