“Ma le persone stanno salendo o scendendo le scale? E l’acqua della cascata, scende o risale? I disegni di questo disco possono continuare all’infinito? Possiamo costruire questa struttura a listelli nella realtà?”
Sono alcune delle domande che hanno accompagnato la presentazione agli alunni della figura del grafico e incisore olandese Maurits Cornelis Escher attraverso una selezione di opere esemplari, prodotto di studi, di una tecnica eccellente e di una potente immaginazione in un’epoca in cui la comunicazione visiva si avvaleva perlopiù della stampa e il disegno utilizzava esclusivamente matite, pennini, bulini…
Diversi sono stati i temi presentati agli alunni in un percorso teso a coniugare osservazione artistica, riflessione personale e creatività.
L’approccio interdisciplinare
Le opere di Escher possono essere studiate come opere d’arte, come applicazione di principi matematici e della geometria (euclidea e non) ma anche nell’ambito del disegno tecnico, sia tracciato a mano con squadre e compasso, sia al computer (software di geometria, graphic design, CAD, …), generando riflessioni sulla logica e sui paradossi, fino alla domanda sulla possibilità di rappresentazione visiva dell’infinito.
Dai prerequisiti alle nuove scoperte
L’attività di laboratorio, che ha fatto seguito alla lezione teorica, ha consentito agli alunni di recuperare conoscenze e abilità pregresse e al contempo approcciare altre tematiche:
Rivisitare in modo riflessivo e creativo quanto appreso con le procedure del disegno tecnico
Partendo dall’analisi di alcune opere gli alunni, esplorando la ripetizione e la geometria piana, riprendono i concetti di simmetria e di tassellazione (sperimentati durante il primo anno), riflettono sulle illusioni ottiche create attraverso le proiezioni assonometriche (apprese durante il secondo anno) e sulle prospettive impossibili o di come si possano sovvertire le regole della rappresentazione per creare spazi ambigui o oggetti improbabili.
Allargare lo sguardo alle geometrie non euclidee
In campo matematico le opere di Escher continuano a essere studiate come esempi di rappresentazioni visive di concetti complessi. Attraverso la visione e l’analisi delle opere ispirate ai dischi di Poincaré, ad esempio, sono state veicolate alcune informazioni di base sui modelli di geometrie non euclidee, come la geometria iperbolica.
Cercare le visioni di Escher nelle immagini e nel mondo intorno a noi: “Nulla si crea…”
Si è cercato di far comprendere agli alunni l’importanza della conoscenza, dell’osservazione di ciò che ci circonda e delle esperienze che viviamo. Il processo della creazione, sia artistica sia tecnica, le scoperte scientifiche, l’innovazione in genere, non nascono dal nulla: “Siamo nani sulle spalle dei giganti” (Bernardo di Chartres).
Escher spesso trasse ispirazione dai luoghi visitati durante i suoi numerosi viaggi: i pattern e le tassellazioni nelle ceramiche di Alhambra, le volumetrie dei borghi arroccati lungo la Costiera Amalfitana… Inoltre è probabile che Escher abbia avuto modo di vedere il packaging del Cacao Droste, esempio di grafica ricorsiva ideato nel 1904 dal pittore e grafico olandese Jan Misset, a sua volta forse ispirato all’opera del 1744 “La bella Cioccolataia” di Jean-Étienne Liotard.
Il laboratorio
Alla fase di analisi ha fatto seguito la fase operativa con lavori individuali o di gruppo. In particolare: la riproduzione o la reinterpretazione di alcune delle celebri opere dell’artista, come ad esempio “Disegno periodico 132”, (applicando le procedure proposte da Paola Vighi nel saggio “L’uso di mediatori artistici e informatici per l’insegnamento della Geometria”) e la tracciatura di semplici pattern e tassellazioni…
…. o sperimentando l’effetto Droste, mediante la realizzazione di immagini ricorsive disegnate a mano o con l’utilizzo di applicazioni digitali.
Il mondo di Escher è così vasto da offrire numerosissimi spunti per ulteriori riflessioni ed approfondimenti, sempre in un’ottica interdisciplinare che - oltre a coinvolgere le materie di studio già citate - possono riguardare l’Educazione Civica e l’Orientamento, Lettere, Musica, Scienze motorie e l’insegnamento della Religione Cattolica.
Riflettere sulla natura della realtà e della percezione
Osservare le opere di Escher spinge gli alunni a riflettere sulla natura della realtà, della percezione e della nostra stessa comprensione del mondo che ci circonda.
Confrontando le opere presentate gli alunni sono stati invitati a guardarle con particolare attenzione, a discriminarne i dettagli, a fare ipotesi, al fine di sviluppare la capacità di osservazione e di analisi, promuovere un approccio critico e consapevole e procedere ad una riflessione sulla cultura visiva contemporanea che ci sottopone quotidianamente ad un bombardamento di immagini spesso create con l’Intelligenza Artificiale. In un’ottica più ampia, attraverso tali esperienze gli alunni possono essere educati a interrogarsi sulla veridicità delle informazioni e delle immagini pubblicate sui social media e su Internet, guidati nel riconoscere ciò che può essere ingannevole o distorto, stimolati all’approfondimento e alla ricerca di ulteriori fonti applicando il fact-checking.
Arte, logica e geometria: per capirne di più divertendosi
“Nel campo della matematica le opere di Escher continuano a essere studiate come esempi di rappresentazioni visive di concetti complessi. Le sue esplorazioni della simmetria e della tassellazione hanno avuto un impatto duraturo sulla teoria dei gruppi e sulla geometria, campi in cui le sue opere sono considerate quasi al pari di trattati scientifici.”
Un approccio interdisciplinare è ideale per discutere la percezione dello spazio e la logica, stimolare l'osservazione critica e far comprendere che la matematica è alla base di molti giochi visivi artistici; attraverso esercitazioni grafiche si possono approcciare in maniera ludica concetti complessi, promuovere abilità di Problem Solving e la creatività.
Il laboratorio può prevedere attività di disegno (manuale e digitale), laboratori pratici ed esperimenti; gli alunni possono disegnare e comporre polimini, tasselli con figure geometriche base per creare tassellazioni periodiche e aperiodiche, riprendendo le classificazioni delle simmetrie, i concetti di traslazione, rotazione…, riprodurre tassellature sui solidi platonici o su caleidocicli da costruire, ideare oggetti/spazi impossibili attraverso le isometrie, usare specchi o sfere per comprendere le auto-ritrattistiche e le distorsioni prospettiche.
Metamorfosi e Realtà: che cos’è il cambiamento e come può essere rappresentato visivamente?
Nelle opere di Escher un tema ricorrente è la metamorfosi: forme geometriche evolvono gradualmente trasformandosi in animali (verosimili e fantastici) e viceversa invitando lo spettatore a guardare la realtà con sguardo diverso e stimolandone la percezione visiva.
Il tema della metamorfosi può essere esplorato dagli alunni sotto vari aspetti, ad esempio come processo visivo e narrativo, per raccontare una storia attraverso la trasformazione graduale di una forma in un essere o un oggetto fantastico.
Ma può divenire – in una fascia d’età in cui il cambiamento agisce con forza – occasione di introspezione, autoconoscenza, consapevolezza di ciò che si è e ciò che si vorrebbe diventare, dei propri sogni e delle proprie paure esprimendosi attraverso le immagini, mettendo in dialogo vissuto personale e rappresentazione.
Fonti:
Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea (a cura di), M.C. Escher, Musei Civici di Treviso, Complesso di Santa Caterina, catalogo della mostra, Maurits, Bolzano, 2015
Paola Vighi, L'uso di mediatori artistici e informatici per l'insegnamento della Geometria, pp. 183-197. Sta in | Consolato Pellegrino e Carla Fiori, "Piani formalmente euclidei", Rivista di Matematica della Università di Parma (serie 6, numero 3), 2000
Doris Schattschneider e Wallace Walker, M.C. Escher caleidocicli, Benedikt Taschen, 1990
Vania Geretto, Scuola Secondaria "Giuseppe Toniolo" di San Stino di Livenza


















