giovedì 9 maggio 2024

"Navigando" si impara - Scuola primaria

Gli alunni di classe quarta, dopo aver effettuato percorsi guidati dalle insegnanti, si sono cimentati nella raccolta di informazioni da testi dati e dal web (con siti proposti dalle maestre), per poi realizzare un cartellone con schede informative su diversi argomenti trattati.

La civiltà dell'antico Egitto




Tutti gli alunni hanno partecipato con molto interesse alle attività proposte, manifestando capacità diverse, rispetto alla raccolta, all'adattamento e alla successiva esposizione delle informazioni trovate secondo le modalità proposte.

L'astronomia - Per aspera ad astra




Questo percorso è terminato con la visita al planetario di Padova (il 12 Aprile in occasione della Giornata internazionale del volo umano nello spazio). In quell'occasione gli alunni hanno posto, all'astronoma Elena Lazzaretto, alcune domande che avevano preparato in classe.

La giornata della Terra - Every day is Earth day




Dopo aver letto dei testi sul tema "Earth vs Plastic", gli alunni hanno selezionato, tra una serie di indicazione fornite, comportamenti corretti e scorretti in merito alla plastica, realizzando poi un'infografica.

Scuola primaria "Edmondo De Amicis" di La Salute di Livenza

mercoledì 8 maggio 2024

Esperimenti sulle caratteristiche dell'elemento naturale ACQUA - Scuola dell'infanzia

Dopo la lettura del libro Il fantastico viaggio del Signor Acqua di Agostino Traini, abbiamo deciso di indagare da piccoli scienziati le caratteristiche e le proprietà dell’acqua: tutti la conosciamo, ma attraverso esperimenti condotti nel nostro laboratorio scientifico abbiamo scoperto che l’acqua si può osservare sotto diverse forme e situazioni.

Siamo partiti dalla domanda stimolo: “Perché l’acqua bagna?”

Le prime risposte sono state: “ Perché è bagnata” “Perché è liquida” “Perché è umida”…

Per cercare una risposta un più precisa ci siamo recati in laboratorio per osservare cosa succede quando si bagna della carta assorbente.

Con il pennarello ciascun bambino ha tracciato dei puntini colorati su un tovagliolo di carta e lo ha immerso per qualche centimetro in una vaschetta con dell’acqua. Prima ci siamo chiesti cosa sarebbe successo, alcune delle risposte sono state:

“Si colorerà la salvietta…”

“La salvietta si strappa perché si bagna”

“Il colore scuro scurirà l’acqua…”

“L’acqua va su…”

Abbiamo osservato che l’acqua saliva lungo la carta trascinando con sé l’inchiostro dei punti colorati: la carta ha assorbito l’acqua perché è porosa, cioè ha dei piccolissimi buchetti dove può entrare l’acqua.

Possiamo allora pensare che un foglio di carta assorbente si può immaginare come un insieme di “cannucce” accostate tra loro.

Abbiamo deciso di fare un altro esperimento: vedere cosa succede se metto sull’acqua un fiore di carta, dopo aver colorato con i pastelli i suoi petali e averli ripiegati al centro.

Abbiamo scoperto che lentamente i petali si aprivano perché mentre l’acqua veniva assorbita “spingeva in fuori” i petali che si schiudevano: ulteriore conferma che la carta assorbe l’acqua.


Ma tutti i materiali si comportano così se vengono bagnati?

Abbiamo ripetuto l’esperimento usando dei fogli di plastica, prima abbiamo ipotizzato cosa sarebbe successo, alcune delle risposte sono state:

“Non succederà niente perché la plastica è più forte dell’acqua…”

“La plastica è diversa dalla carta…”

“La plastica non assorbe l’acqua perché non assorbe le cose…”

“Se le cose hanno i buchi allora assorbono l’acqua…”

Abbiamo eseguito l’esperimento e abbiamo osservato che la plastica si bagnava, ma non assorbiva l’acqua e il colore rimaneva intatto: “La plastica non assorbe l’acqua perché è impermeabile, come quello che ci mettiamo quando piove!”. La struttura della plastica non è porosa, è compatta.

Con un successivo esperimento abbiamo messo nelle vaschette con l’acqua dei mattoncini Lego ed abbiamo osservato che questi galleggiano e lentamente si avvicinano tra loro fino ad attaccarsi tra di loro, alcuni si uniscono alle pareti della vaschetta: abbiamo scoperto che “l’acqua non ha la colla, ma appiccica!”.

Per spiegarla in termini scientifici, abbiamo imparato che tra l’acqua e la plastica, che sono diverse, ci sono forze di adesione (parole difficili!), insomma qualcosa che le fa aderire come lo scotch.

Proseguiamo con un altro esperimento ponendoci la domanda stimolo “Qual è la forma dell’acqua?”

Dapprima raccogliamo le ipotesi dei bambini:

“L’acqua non ha forma…”

“Se la mettiamo dentro un triangolo prende la forma di un triangolo, se è una sfera, la forma di una sfera…”

“Se l’acqua non è abbastanza non prende nessuna forma, tipo se si mette dentro un triangolo e manca una metà di acqua forse diventa un rettangolo…”

Travasiamo la stessa quantità di acqua, colorata in precedenza per essere più visibile, in una serie di vasetti di forma e capacità diverse, facciamo notare che l’acqua si adatta alla forma del recipiente e che la stessa raggiunge un livello di altezza diverso a seconda della capacità del vasetto in cui viene versata.

Dapprima l’ ipotesi dei bambini è che le quantità nei vasetti siano diverse, successivamente si raggiunge l’accordo che “il livello sia più alto nella bottiglietta più stretta e più bassa nel contenitore più largo”.

Unanimi stabiliamo che l’acqua “prende la forma del contenitore dove viene versata”.

Il titolo del successivo esperimento è “Affonda o galleggia?”. Distribuiamo ad ogni gruppetto di bambini oggetti diversi (mattoncini lego, animaletti di plastica, cubetti di legno, tappi di pennarello) e chiediamo di osservare cosa succede una volta immersi nelle vaschetta con l’acqua: 

“Le cose che affondano sono quelle più pesanti, quelle più leggere galleggiano!”

“Se buttiamo l’acqua sopra un oggetto affonda perché l’acqua ha una forza, però con il tappo del pennarello no…”

Mettiamo alla prova queste ipotesi dando a ciascun gruppo tre palline di plastilina di diversa grandezza, la più piccola veramente piccola! Ipotesi:

“La grande si continuerà a vedere la più piccola si scioglierà…”

“Si apriranno tutte le palline…”

“O galleggiano tutte o affondano tutte…”

Le immergiamo nell’acqua e scopriamo che sono affondate tutte e tre!

Ripetiamo l’esperimento modellando una pallina a forma di barchetta…Adesso la plastilina galleggia!

Alcuni bambini osservano che “La forma della barchetta è più piatta!” 

Possiamo allora stabilire che il peso non basta per prevedere che un oggetto possa galleggiare o meno, questo dipende anche dalla sua forma.

Scuola dell'infanzia "Jean Piaget 1"di San Stino di Livenza

martedì 7 maggio 2024

Impariamo con le mappe!

Durante il primo quadrimestre, nell’ambito del percorso legato all’Orientamento, con la classe 1^ES è stata avviata una riflessione sul metodo di studio, dalla quale – in linea generale - è emersa la difficoltà da parte dei ragazzi nel cogliere i concetti più importanti degli argomenti trattati durante le lezioni, soprattutto nel passaggio dalla primaria alla scuola secondaria di primo grado, quando le richieste cominciano a essere più impegnative e le conoscenze distribuite su diverse pagine del libro di testo.

Si è quindi ritenuto utile affiancare il lavoro in aula, consistente nell’esplorare il classico metodo di studio, con l’utilizzo di uno strumento che potesse supportare gli alunni nella sintesi di un testo. 

Lo strumento proposto è stata la piattaforma mindmup.com, per la quale non è richiesta la registrazione (risulta quindi di facile accesso per tutti, anche per i ragazzi più piccoli che faticano a orientarsi tra le credenziali del registro elettronico, dell’account e per accedere ai pc scolastici). Le lezioni si sono svolte nel laboratorio d’Informatica, dove i ragazzi hanno dimostrato da subito una particolare attitudine nell’utilizzo della piattaforma, hanno avuto modo di famigliarizzare con le mappe e di realizzare delle sintesi riguardanti principalmente tematiche di Storia e Geografia. 

L’attività è stata accolta con entusiasmo e gli alunni che avevano capito per primi i meccanismi della piattaforma hanno svolto il ruolo di tutor nei confronti di chi incontrava difficoltà, in modo che la classe si sentisse incentivata al supporto reciproco, un elemento che ha favorito anche un clima sereno e di reciproca fiducia all’interno del gruppo classe. 

A scuola questo strumento è stato utilizzato per fornire schemi su diversi argomenti e alcuni alunni hanno continuato a utilizzarlo anche a casa, qualora vi fosse stata la necessità di sintetizzare argomenti di studio, perché hanno riscontrato un beneficio con lo studio delle mappe. 

L’esperienza con mindmup.com si è rivelata molto positiva. Inoltre, gli alunni hanno acquisito delle competenze digitali che saranno utili a finalizzare il loro metodo di apprendimento anche per prossimi due anni di corso.

Fabiana Veronese - Scuola Secondaria di I grado "Giuseppe Toniolo" di San Stino di Livenza

venerdì 3 maggio 2024

Guida turistica della città di Mantova - progetto inclusivo

 

Quest’anno per la classe 2^ CS della Scuola "G. Toniolo" è stata proposta una visita d’istruzione alla città di Mantova per effettuare la navigazione sul Mincio, esplorare le bellezze architettoniche della città lombarda e ammirare Palazzo Te, una delle perle del Rinascimento italiano.

Per rendere protagonisti i ragazzi, affinché approfondissero il contesto culturale, storico-artistico e le bellezze paesaggistiche del territorio mantovano, è stato pensato il progetto inclusivo “Guida turistica della città di Mantova”. Il progetto - che ha approfondito anche tematiche relative all’Orientamento e a Educazione civica - è stato ideato e coordinato dalla prof.ssa Della Bianca e ha incluso diverse discipline coinvolgendo i professori di Storia, Geografia, Scienze, Tecnologia e Arte e Immagine. 

Le diverse fasi dell’attività sono state illustrate ai ragazzi tramite una presentazione, che è stata proiettata in classe e che conteneva tutte le indicazioni per svolgere il lavoro.

I ragazzi sono stati divisi a piccoli gruppi e a ciascuno di loro è stato affidato uno dei seguenti temi:

- la storia e la posizione geografica di Mantova;

- il fiume Mincio, i laghi e l’oasi protetta del WWF;

- il Castello di Mantova e la “Camera degli sposi” di Mantegna;

- Piazza Sordello e Palazzo Te;

- il Giardino dell’esedra e il Cortile d’onore di Palazzo Te;

- la Sala dei giganti di Palazzo Te;

- la Sala di Amore e Psiche di Palazzo Te;

- la Sala dei cavalli di Palazzo Te;

- i piatti tipici.

Mediante l’uso di computer, ricerche on line, di guide turistiche e delle dispense fornite dalla prof.ssa di Arte e immagine, i gruppi hanno potuto svolgere una ricerca sul tema assegnato. La classe ha lavorato in parte nel laboratorio d’informatica e in parte con i pc del carrello mobile, in aula. Il materiale raccolto è stato poi selezionato e inserito in una presentazione realizzata attraverso la piattaforma Genially; ai ragazzi è stato assegnato anche il compito di realizzare un quiz tramite la stessa piattaforma, con domande che avessero per oggetto l’argomento che hanno avuto modo di approfondire. 

Al termine della realizzazione dei Genially, i ragazzi hanno esposto i propri lavori al resto della classe mediante il supporto della presentazione multimediale.

Qui sotto si trovano condivise alcune foto delle esposizioni e, più nello specifico, delle slides realizzate dagli alunni, le quali ripropongono sia il lavoro di approfondimento sia degli esempi di quesiti dei quiz.






Giunto il tanto atteso 19 Aprile, il giorno fissato per la gita, gli alunni della 2^ CS hanno potuto vedere con i loro occhi a Mantova quanto avevano appreso attraverso le loro ricerche, in questo modo hanno potuto apprezzare in misura maggiore questa magnifica città!



Manuela Della Bianca - Scuola Secondaria di I grado "Giuseppe Toniolo" di San Stino di Livenza

mercoledì 24 aprile 2024

Alla scoperta di un tempo passato - lingua tedesca

L’attività mira a introdurre i meccanismi base della formazione di due tempi del passato in tedesco: Perfekt e Präteritum, paragonabili (in maniera approssimativa) rispettivamente al passato prossimo e all’imperfetto/passato remoto dell’indicativo italiano. 

Viste le somiglianze presenti tra i tempi dell’italiano e del tedesco (in entrambe le lingue si ha un tempo sintatticamente costruito in maniera analitica e uno in maniera sintetica), si è pensato di proporre agli studenti la “scoperta” di questi due tempi attraverso un’attività articolata in più fasi. 

Date le conoscenze basilari richieste in materia di lingua italiana, l’attività non ha costituito un problema nemmeno per studenti che abbiano una lingua madre diversa. 

La prima parte dell’attività viene assegnata in flipped classroom. In classe viene preso come riferimento un testo del libro in adozione in cui sono presenti diverse forme dei tempi del passato tedeschi sopra indicati. 

Gli alunni non sanno ancora niente sulla formazione di questi tempi, quindi per dare loro una chiave di lettura e d’analisi del testo viene affrontato in classe insieme soltanto il primo paragrafo (ovvero le prime righe) del testo esemplificando come dovranno analizzare l’intero testo. 

Anche se non conoscono ancora questi tempi del passato in tedesco, imparano intanto a riconoscere passivamente queste forme e a riconoscerne i componenti fondamentali, ad es. il fatto di avere un ausiliare collegato a un participio passato come nel passato prossimo in italiano. 

Dati questi pochi indizi, agli allievi viene richiesto per la lezione successiva di continuare la “caccia al tesoro” nel testo con più obiettivi: individuare le forme verbali che secondo loro sono esempi di Perfekt e Präteritum in tedesco, dividere le prime dalle seconde con l’aiuto di uno schema che era stato improntato in classe, analizzare la composizione di tutte le forme individuate: qual è la desinenza? Qual è l’ausiliare? Quali parti ricorrono nella formazione del participio passato? In quale posizione troviamo le parole nella frase? Quali analogie e quali differenze posso trovare rispetto all’italiano? Quali analogie o quali differenze posso ritrovare rispetto a quello che già so? (attivazione e rafforzo delle preconoscenze). 

Infatti, non solo il confronto con i concetti base della formazione del passato in italiano ma anche il raffronto con argomenti di grammatica affrontati nelle unità immediatamente precedenti (verbi separabili per l’ordine delle parole nel Perfekt, verbi modali per le desinenze del Präteritum) dovrebbe permettere allo studente di “esplorare” con una certa autonomia e sicurezza un argomento grammaticale certamente nuovo ma in ultima analisi non così sconosciuto. 

Con questa prima fase di analisi di un testo in flipped classroom, quindi, si mira a una prima conoscenza del tema in cui lo studente possa “divertirsi” a scoprire le regole fondamentali delle nuove strutture con un approccio meno formalista e meno vicino alla tradizionale didattica frontale a favore invece di un metodo più vicino all’inquiry-based learning in cui la curiosità e la motivazione ad apprendere sono stimolati attraverso la ricerca di indizi che sarà poi lo studente stesso a ricomporre arrivando a una propria sintesi e una propria formulazione delle regole alla base delle strutture che lui stesso sta apprendendo, anzi scoprendo.

Come rinforzo  all’attività  di flipped classroom, sono state proposte  attraverso una presentazione multimediale (con una delle piattaforme più  interessanti e funzionali, Genially)  le regole grammaticali dei due tempi al passato. 

L’utilizzo di questo strumento  con una grafica accattivante ed effetti interattivi  ha dato impulso a una maggiore memorizzazione visiva  delle nuove regole grammaticali. 

Il quiz finale, sempre creato con gli applicativi di Genially, è diventato uno strumento didattico ludico, divertente che ha conquistato con successo l’intero gruppo classe e ha stimolato l’apprendimento in una modalità nuova ed inclusiva.

Francesco Dirignani e Manuela Della Bianca - Scuola Secondaria di I grado "Giuseppe Toniolo" di San Stino di Livenza

Il rebus del "Guernica" di Pablo Picasso in lingua spagnola


Con la III BL abbiamo realizzato un puzzle del Guernica per esplorare assieme ogni singolo elemento dell’opera come se stessimo risolvendo un rebus.


Attraverso diverse metodologie quali quelle del learning by doing, del cooperative learning, del metodo induttivo, basato sull’osservazione dei fatti e sulla formulazione di ipotesi e teorie e infine attraverso l’approccio basato sui progetti, gli studenti si sono sentiti protagonisti del loro apprendimento, con un maggiore interesse e motivazione.


Perché Picasso ha realizzato il Guernica? Cosa voleva esprimere con tutta quella confusione di figure umane e animali straziati, urlanti e disperati? Perchè il bianco e nero? Perché attraverso questo orrore Picasso ci parla di pace? Cos’è la pace? Perché un arazzo del Guernica, commissionato a Picasso da Rockefeller viene esposto permanentemente davanti all'ingresso della sala del Consiglio di Sicurezza dell'ONU a New York?


Tante domande e la consapevolezza di essere in grado di trovare giuste risposte in modo autonomo attraverso la bellezza del fare insieme e dell’ imparare facendo per realizzare un progetto, il loro.


Queste le parole chiave del nostro lavoro, che sono competenze trasversali

fondamentali per affrontare le sfide della vita e del mondo del lavoro:

● capacità di risolvere problemi

● pensiero critico

● creatività

I ragazzi divisi in piccoli gruppi eterogenei hanno rielaborato il quadro del Guernica di Picasso in modo del tutto personale: hanno voluto esprimere la devastazione e deflagrazione della guerra attraverso la frantumazione delle immagini del quadro nel momento stesso del bombardamento aereo avvenuto il 26 aprile del 1937, giorno di mercato.


Le immagini del loro Guernica escono dal piano e scendono a brandelli dal supporto cartaceo che li contiene. 
Dietro ad ogni immagine i ragazzi hanno realizzato in lingua spagnola una semplice spiegazione della figura rappresentata, utilizzando se necessario, dizionari cartacei per la ricerca delle parole italiane più difficili da tradurre.

Tempo di realizzazione: 1 h per il manufatto e 2 h per la spiegazione degli antefatti.

Elisabetta Dall'Oro - Scuola Secondaria di I grado "Antonio Fogazzaro" di La Salute di Livenza

lunedì 8 aprile 2024

Tiki-Toki: linee del tempo multimediali

Per la storia, la linea del tempo è fondamentale nell’aiutare gli alunni ad acquisire la percezione della dimensione temporale della realtà. 

Per realizzare linee del tempo di classe o della storia personale di ogni alunno, oltre alle tradizionali linee disegnate a mano nel quaderno o le linee del tempo murali da utilizzare per attività collettive durante le lezioni in classe, si possono creare linee del tempo multimediali con Tiki-Toki. 

Questo strumento permette di sviluppare l’obiettivo di rappresentazione e verbalizzazione di fatti vissuti in ordine cronologico utilizzando indicatori temporali.

Tiki-Toki è un servizio online, in lingua inglese, che consente (previa registrazione gratuita) di realizzare timeline multimediali, animate e interattive, in cui è possibile inserire immagini e video. 

Non richiede l’installazione di software, ma vi si accede semplicemente tramite browser.

Una delle caratteristiche più affascinanti di questo servizio, soprattutto per i bambini, è quella che permette di visualizzare le linee del tempo seguendo, non solo, una linea orizzontale, ma anche attraverso un percorso 3D, che permette di immergersi tra gli avvenimenti salvati e di comprendere meglio il passare del tempo e dei diversi avvenimenti.

Insieme agli alunni di classe seconda stiamo realizzando una linea del tempo di classe: con l’aiuto dei bambini si individuano gli avvenimenti più importanti da inserire e successivamente, attraverso il computer collegato allo schermo interattivo presente in classe, vengono inseriti nella linea del tempo multimediale. Per ogni avvenimento è possibile inserire un titolo, una descrizione (che viene scritta insieme) e anche immagini o video. 


Ogni qualvolta viene inserito un nuovo avvenimento, si ripercorre con la classe tutto il percorso fino a quel momento. 
I bambini possono muoversi sia in modalità orizzontale attraverso una barra di scorrimento orizzontale in basso alla schermata, che consente di muoversi cronologicamente lungo la linea del tempo, sia in 3D attraverso gli avvenimenti salvati e raccontare così oralmente la storia della classe utilizzando le parole del tempo adatte per esprimere cosa è avvenuto prima, cosa dopo, cosa dopo ancora.



Sabrina Bottosso - Scuola primaria “Don Michele Martina” di San Stino di Livenza